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Social Media Manager: Mestiere o Missione?

Sempre più spesso si sente parlare di Social Media Manager, una figura molto importante nel mondo della comunicazione e del marketing, che svolge un ruolo a metà tra mestiere e missione, eppure c’è ancora chi, non essendo addentro nel mondo del web, dopo averci chiesto qual è la nostra professione, alla risposta“social media manager”, strabuzza gli occhi ed esclama: “Socialmediache?”. Così ci troviamo a rispondere, cercando di non perdere la pazienza e di spiegare in cosa consiste il nostro lavoro.

Insomma, spesso e volentieri mi ritrovo in situazioni comiche, ma per chi come me di social media marketing dovrebbe pure viverci, la cosa non è poi così divertente.

In effetti oggi la popolazione italiana si divide tra chi non conosce ancora questa nuova professione o comunque la conosce per sentito dire e quindi non ha avuto modo di focalizzarne le competenze e chi, invece, si è eletto di diritto a social media manager di professione, magari perché gli piacciono i social e i selfie che posta su Facebook e Instagram riscuotono una discreto successo tra like e commenti vari. Insomma, di gente che fa questa attività sul web ce n’è davvero tanta, ma i risultati possono essere davvero discutibili e talvolta perfino disastrosi. Per non parlare di chi, non avendo capito nulla di come si fa comunicazione, affida il proprio business al famoso cugino (eh già, chi non ha almeno un cugino che fa il social media manager?!!) che con l’equivalente di una paghetta settimanale ti cura il profilo personale e quello della tua azienda

Ma a una persona così come glielo spieghi che procedendo su questa strada scellerata rischia di fare un danno enorme alla sua immagine e a quella della sua azienda? Come vai a pronunciare in sua presenza parole del tipo “digital strategy”, “piano editoriale” e webmarketing? E soprattutto come vai a proporgli un preventivo degno della tua professionalità quando c’è il super cugino social che con una tariffa da paghetta settimanale spiazza tutta la concorrenza?

Ma adesso che vi ho introdotto nel mondo forse un po’ bizzarro dei professionisti del web, voglio spiegarvi meglio chi è e cosa fa il social media manager, quali sono le sue competenze e come si pone nel mercato del lavoro essendo possibile praticare questa attività sia come freelance che presso agenzie di comunicazione; insomma vi illustro meglio le caratteristiche di questo mestiere che, se fatto davvero seriamente, diventa una vera e propria missione.

Chi è il Social Media Manager?

Il social media manager è una figura ormai molto diffusa nell’ambito del marketing e della comunicazione. Si occupa fondamentalmente di curare la presenza sui social network di un’azienda, un brand, di un libero professionista, di un’associazione no profit, di un influencer e di qualunque altra realtà economica e non che voglia farsi conoscere al grande pubblico che è ormai presente su internet attraverso i vari canali che il web mette a disposizione. Tuttavia non si occupa di generare profitti direttamente, ma di raggiungere determinati obiettivi, diversi a seconda delle caratteristiche dell’attività o persona che viene seguita, che porteranno in un secondo momento a conversioni a livello economico. In pratica è un professionista che pubblicizza una realtà attraverso il mezzo che più, attualmente, consente di avere grandi riscontri ovvero il web. Così, mentre prima la pubblicità si faceva attraverso i canali tradizionali, quali i giornali, la televisione, la cartellonistica e il volantinaggio, oggi l’imperativo categorico per un’attività che voglia farsi conoscere dal maggior numero di persone possibile è quello di affidarsi ai social e al web, ma ovviamente non facendo da sé, con il rischio di fare più danni che altro, ma rivolgendosi ad un professionista del settore, il social media manager appunto. Dunque stiamo parlando di una figura preparata che è in grado di operare sui social, che deve conoscere molto bene, gestendo una o più piattaforme in base alle esigenze della realtà economica o meno che sta curando, avendo sempre chiara una visione d’insieme che comporta l’inserimento delle proprie azioni in una strategia che deve dare i suoi frutti a medio o lungo termine. Inoltre, si tratta di un’attività strettamente legata a quella di altri professionisti del web poiché comporta un solido legame anche con il blogging e con la SEO, perché non basta sapere usare gli hashtag, programmare i post su Facebook e essere in grado di scrivere un tweet in un massimo di 280 caratteri per potersi definire un social media manager.

Qual’è lo stipendio di un Social Media Manager?

Dire con esattezza qual è lo stipendio di un Social Media Manager non è semplice,infatti bisogna fare una netta distinzione tra chi svolge questo ruolo in un’agenzia oppure da freelance, inoltre nella determinazione del guadagno hanno un peso importante le competenze e le esperienze professionali di ognuno. Se si lavora in un’agenzia c’è sicuramente il vantaggio di potere usufruire di uno stipendio fisso, senza la noia di dovere correre dietro ai clienti per proporre loro i propri servizi o chiedere il pagamento, tuttavia il guadagno non è standard ma dipende dall’anzianità di lavoro, dalle competenze acquisite e dalla grandezza o meno dell’agenzia per la quale si lavora. Se si svolge il lavoro da freelance, è inutile dire che non è possibile quantificare il guadagno mensile.

Perché molti Social Media Manager lavorano come freelance?

Anziché cercare un impiego in un’agenzia, molti Social Media Manager scelgono di lavorare come freelance. Questa scelta è sicuramente determinata dal fatto che lavorando da indipendenti si può essere completamente autonomi nella scelta delle strategie da applicare e dei clienti da seguire, nella gestione del tempo da dedicare al lavoro e in ogni altro aspetto organizzativo,senza dovere seguire le indicazioni di un superiore. In definitiva, si può essere completamente protagonisti del proprio lavoro. Ma, d’altro canto, un libero professionista non può godere di tutti i vantaggi provenienti dall’avere uno stipendio fisso e ferie pagate. Meglio comunque iniziare a lavorare come dipendente in agenzia e solo dopo avere fatto la gavetta scegliere la libera professione.

Cosa fa il social media manager?

Il social media manager, dunque, gestisce i profili social dei suoi clienti, ma lo fa non improvvisando sui contenuti da pubblicare,bensì studiando e definendo un piano editoriale specifico per ogni attività che si trova a curare. Il suo lavoro, dunque, sebbene venga considerato dalla maggior parte delle persone molto divertente, è in realtà frutto di un lungo studio e di una programmazione che non lascia nulla al caso. Ecco perché la competenza è importante in questo lavoro.

Dunque cosa fa nello specifico questo professionista della comunicazione e del marketing? Per prima cosa incontra il cliente. Durante l’incontro o meglio il briefing, che può tenersi di presenza o “virtualmente” tramite una call, tale professionista si occupa di porre delle domande, meglio ancora somministrare un questionario, da dove si possono evincere tutte le caratteristiche del brand in oggetto e quali sono gli obiettivi che il cliente vorrebbe raggiungere; si mettono in evidenze i punti di forza e di debolezza dell’azienda, considerato che i punti di forza vanno comunicati con efficacia, mentre i punti deboli devono esser tenuti sotto controllo per sapere dove possono svilupparsi problematiche; si individuano il campo di azione e gli elementi principali su cui si basa il marchio; si approfondisce la conoscenza della mission aziendale; si evidenziano le varie tipologie di prodotti e servizi messi a disposizione dei clienti e le loro peculiarità. Molto importante è l’individuazione del gruppo di persone al quale dovrebbe essere rivolto il prodotto o il servizio, a tal proposito, dopo l’incontro con il
cliente, si deve attuare uno studio delle caratteristiche di quello che potrebbe essere il consumatore ideale in modo da scegliere i social media più adatti.

Altra importante azione che non può mai mancare per stilare un eccellente piano editoriale consiste nell’analisi dei competitor; ciò serve per realizzare una strategia completamente nuova rispetto ai concorrenti.

Riguardo la valutazione dei canali social, va detto che quando si cura il profilo di un’azienda, in base al prodotto o al servizio che offre e quindi anche in base al pubblico di potenziali clienti a cui si rivolge, si fa un’accurata indagine dei social che sono più adatti o meno a promuovere quella determinata realtà commerciale perché non tutti sono utili a questo importante scopo.

Quali sono i compiti quotidiani di un buon Social Media Manager?

Una volta preparata la strategia, un buon Social Media Manager inizia a svolgere dei compiti quotidiani che hanno lo scopo finale di far sì che l’azienda, attraverso il proprio blog aziendale o i siti di social networking, instauri una relazione che avvicina mittente e destinatario. Questo tipo di professionista deve perseguire quotidianamente diversi obiettivi, molti dei quali sono diretti a migliorare la brand awareness, l’immagine di un’azienda, aumentare le vendite di un prodotto, anche se in maniera indiretta, e altro.

Nello specifico, trai compiti quotidiani del Social Media Manager rientra, tra l’altro, la creazione dei contenuti (immagini, foto, infografiche, video, etc.), in base alle parole chiave, che devono essere almeno 5, che raccontano il brand e ai gusti del target di riferimento che si sono studiati nella fase di preparazione della strategia. In questa fase entra in gioco la capacità di sapere scrivere bene e utilizzare programmi di montaggio video e di correzione foto, altrimenti occorre ricorrere alle figure del copywriter e del grafico con conseguente dispendio di danaro.

Creati i contenuti, si passa alla pubblicazione degli stessi secondo la calendarizzazione e il piano editoriale stabiliti, che rientrano in un’attenta pianificazione frutto di studio. Naturalmente, di solito, si programma in precedenza la pubblicazione dei post sui vari social, ma occorre monitorare quotidianamente la risposta da parte dei followers.

Ma non finisce qui perché il lavoro continua con il confronto quotidiano tra le reazioni e il tipo di coinvolgimento che ci sono stati da parte dei followers del brand in precedenza e il coinvolgimento da parte di quest’ultimi nel presente, in modo da attuare i miglioramenti necessari. Il che significa che occorre sempre monitorare la situazione dei social per sapere cogliere i miglioramenti o aggiustare il tiro quando è necessario.

Quali sono le competenze di un social media manager?

Il social media manager ideale dovrebbe avere un mucchio di competenze se vuole raggiungere i livelli di crescita sperati nella cura dell’immagine e del business dell’azienda che gli è stata affidata.

Nello specifico, le competenze che non devono mai mancare riguardano la conoscenza delle piattaforme, compreso il monitoraggio e l’interpretazione dei dati, l’abilità nello studio del target,la gestione dei codici per comunicare con il pubblico, l’ottimo uso dei tool che servono per creare contenuti e per osservare il campo d’azione. Ovviamente, se non si è a capo di un team di diversi specialisti e si deve fare tutto da soli, occorre conoscere anche ilSEO copywriting e il content marketing.

Tra le sue competenze deve rientrare anche il sapere lavorare con abilità, capacità di pianificazione, attitudine alla comunicazione e tanta creatività.

Il social media manager deve essere capace di creare conversazioni con utenti che sono pure possibili consumatori e instaurare quella che viene definita affinità.

Per prepararsi alla professione di SMM mi consigli un Corso, un Master oppure una Laurea?

Per prepararsi alla professione di SMM vi sono tre diverse strade perseguibili e consigliabili, tutte parimenti valide: un corso specifico, un master oppure una laurea inerente. Ovviamente si tratta di tre alternative tutte validissime, ma la scelta di ciascuna di essa dipende dal percorso personale di ognuno,visto che, trattandosi di un lavoro nuovo, come molte professioni legate al web, talvolta si arriva a questo mestiere da adulti e dopo avere fatto un percorso di studi completamente diverso. Vediamo insieme le tre opzioni formative.

Corso

Esistono moltissimi corsi,spesso organizzati da grandi professionisti del settore, dove è possibile apprendere le linee specifiche del mestiere di Social Media Manager. Si tratta perlopiù di corsi a pagamento che possono essere svolti in più giornate e fatti in aula oppure online. Al seguito della frequenza di questi viene rilasciato un attestato.

Master

Frequentare un master in Social Media Manager potrebbe essere una scelta vincente per chi vuole svolgere questo lavoro. Molte università italiane e straniere, private e statali, li organizzano, ma sono ovviamente tutti a pagamento e, in genere, molto costosi.

Laurea

La laurea più adatta per svolgere la professione di Social Media Manager sarebbe quella in Scienze della Comunicazione, tuttavia sempre più spesso si dedicano a questa attività persone che possiedono comunque una laurea in campo umanistico ma non specifica nell’ambito del marketing.

Come dovrei iniziare?

Se si vuole svolgere questo mestiere correttamente, trasformandolo in una vera e propria missione, bisogna metterci tanto impegno e passione. Per iniziare a fare il Social Media Manager, bisogna partire dal presupposto che per raggiungere determinate competenze occorre che giochino in sinergia tre fattori importanti, ovvero la formazione, la gavetta e l’esperienza personale.La formazione non deve mai mancare, deve essere continua e affidata alla lettura di libri specifici e alla frequenza di corsi online e in aula. La gavetta è ciò che aiuta a raggiungere determinati livelli, meglio farla in grandi agenzie e sotto la guida di professionisti affermati. Infine è molto importante l’esperienza personale, che va oltre la formazione e la gavetta, ma che consiste nell’aprire una propria pagina Facebook o un account Instagram e cominciare a sperimentare tutto ciò che si conosce e le novità che mano a mano si presentano in questo settore. In tal modo si potrà essere sicuri di riuscire ad acquisire le competenze necessarie per fare questo lavoro.

Di Flavio Albano

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell'open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distribuzione era una Slackware... e la prima non si scorda mai ;) )

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